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Il pianista e la paura del pubblico

Come prepararsi alla performance e prevenire i vuoti di memoria

Il libro Il pianista e la paura del pubblicoè una raccolta e un approfondimento degli articoli più letti dagli utenti. Se vuoi approfondire questo articolo e gli argomenti principali di questo sito, quali l’ansia da palcoscenico, la paura di suonare in pubblico, le tecniche di memorizzazione musicale, la sicurezza in se stessi e la solidità tecnica clicca qui sotto.

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Cari lettori, benvenuti in questa terza parte della serie di articoli dedicati ai concetti fondamentali della teoria musicale.

Iniziando dalle basi, cercherò di essere d’aiuto a coloro i quali si trovano nella fase iniziale dello studio del pianoforte.

Qui sopra e in fondo al testo trovate gli articoli correlati che fanno parte della raccolta sulla teoria musicale.

Ricordo, inoltre, che tali articoli vogliono essere per l’allievo un aiuto e un promemoria per approcciarsi alle nozioni di base in una fase iniziale dello studio dello strumento e, quindi non possono sostituire l’approccio diretto con il proprio maestro che ve ne mostrerà un’applicazione pratica.

Buona lettura.

 

Battute e movimenti

Negli spartiti musicali il pentagramma, subito dopo la chiave, presenta una frazione ed è suddiviso da linee verticali.

Suddette linee verticali in musica sono chiamate stanghette e hanno il compito di suddividere il pentagramma in battute.

Le stanghette dividono il pentagramma in battute che contengono note il cui valore complessivo corrisponde sempre (in ogni singola battuta) a quello indicato dalla frazione posta all’inizio del brano musicale.

Ad esempio, se all’inizio del brano è scritta la frazione 4/4 significa che all’interno di ogni battuta potranno esserci note della durata complessiva di quattro note o pause da un quarto l’una (4/4), come raffigurato in figura.

tempo battute ritmo

Come raffigurato di sopra, per determinare la fine di un brano si utilizza una doppia stanghetta di cui la seconda è più spessa.

 

Il tempo

Con il termine tempo in musica si intende sia il valore di durata complessivo delle note contenute in ogni singola battuta sia l’organizzazione ritmica delle note.

L’indicazione del tempo viene scritta subito dopo la chiave musicale.

Esistono diversi tempi musicali, eccone alcuni in figura.

tempi musicali

Il numero superiore (numeratore) indica la quantità dei movimenti racchiusi in una battuta; il numero inferiore (denominatore) indica la durata di ogni movimento racchiuso nella battuta (ciò nei tempi semplici, vedremo poi come leggere le frazioni che indicano i tempi composti).

Il tempo 2/4 indica che nelle battute sono racchiuse note del valore complessivo di due note da un quarto.

Il tempo 4/4 indica che nelle battute sono racchiuse note del valore complessivo di quattro note da un quarto.

Il tempo 6/8 indica che nelle battute sono racchiuse note del valore complessivo di sei note da un ottavo.

Il tempo 12/8 indica che nelle battute sono racchiuse note del valore complessivo di dodici note da un ottavo.

tempi musicali

Il ritmo: tempi semplici e tempi composti

Con il termine ritmo si intende la regolare successione e alternanza di accenti forti e deboli. Tali accenti costituiscono il ritmo di una composizione e vengono chiamati accenti ritmici.

Il ritmo può essere binario o ternario.

Il ritmo è binario quando viene suddiviso in due accenti: il primo forte e il secondo debole.

Il ritmo è ternario quando viene suddiviso in tre accenti: il primo forte e il secondo e terzo debole.

Le misure a quattro tempi possono essere intese come un doppio ritmo binario: il primo accento è forte, il secondo debole, il terzo mezzo forte e il quarto debole.

Ecco in figura un esempio di quanto appena enunciato:

tempi semplici

Nella figura di sopra sono mostrati i tempi con le loro suddivisioni. Infatti ogni tempo (o movimento) della battuta può essere ulteriormente diviso, o meglio suddiviso, in due parti.

Ecco che, ad esempio, ogni quarto del tempo 3/4 può essere ulteriormente suddiviso in tre coppie da due ottavi l’una come mostrato nella figura di sopra.

Ciò avviene nei tempi chiamati semplici.

Nei tempi composti, invece, i singoli movimenti della battuta vengono suddivisi in tre suddivisioni interne, come mostrato nella figura di sotto.

Quindi i tempi semplici hanno una suddivisione interna dei movimenti binaria; i tempi composti hanno una suddivisione interna dei movimenti ternaria.

Attenzione: la frazione che indica i tempi composti ha per numeratore il numero delle suddivisioni della misura e per denominatore il valore di ogni singola suddivisione.

(Ad esempio, il tempo 6/8 definisce che la battuta conterrà 6 suddivisioni da un ottavo l’una, quindi i movimenti saranno due suddivisi ognuno in tre ottavi).

tempi composti

 

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