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Come prepararsi alla performance e prevenire i vuoti di memoria

Il pianista e la paura del pubblico

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Hai notato di essere invidioso di un collega o un amico che sembra mostrare qualità che tu non hai? Anche se molti non ne parlano è un sentimento molto diffuso, soprattutto tra musicisti.

La competizione tra pianisti si tocca con mano sin dai primi anni di studio.

L’invidia si accentua in prossimità di esami, concorsi o concerti. La rincorsa al successo, a voti più alti, a premi e riconoscimenti, a volte, può portare ad una competitività malata che contribuisce a gravare ulteriormente sulle esibizioni.

Ciò avviene in tutti i campi professionali, non solo tra musicisti. A nostra discolpa, tuttavia, c’è da dire che l’ambiente in cui viviamo e il sistema di formazione in cui siamo inseriti non ci aiuta.

Per accedere agli studi in un buon conservatorio devi essere tra i migliori. Ai concorsi vincono i migliori. Alle audizioni verranno selezionati i migliori. Ciò da un lato è buono poiché punta al merito del musicista; dall’altro lato, purtroppo, più che in altri campi, sprona ad una competizione che mette l’arte da parte.

Anche le commissioni a volte sono costrette a metterla da parte trovandosi costrette (per varie ragioni) a portare avanti musicisti che assomigliano più a robot preconfezionati che a veri artisti capaci di proporre autentiche, innovative e sentite interpretazioni.

Ma questo è il mondo in cui ci troviamo, dobbiamo conviverci e puntare in alto.

Adesso passiamo a riflessioni che possono aiutarci.

Avete mai pensato al fatto che l’invidia è sostanzialmente un profondo sentimento di stima?

Chi invidia un compagno, (concedetemi l’ironia) oltre a pregare per la sua disfatta, ne riconosce le abilità musicali, tecniche, virtuosistiche. Ammette di avere accanto un artista di livello superiore. Lo stima molto.

Non c’è da sentirsi in colpa.

Ora vi pongo una domanda e ognuno di voi risponda in cuor suo.

Preferireste formarvi in una scuola frequentata da colleghi incapaci, svogliati e indisciplinati? Oppure vorreste entrare a far parte di una classe di pianoforte quotata, perché guidata da un grande didatta e costituita da elementi di alto livello, che studiano con disciplina e costanza e tengono concerti che attraggono centinaia di ascoltatori?

Nel primo caso sareste osannati e applauditi, nel secondo magari no. Dove vorreste trovarvi? A voi la scelta.

La causa dell’invidia? Siete nel posto giusto

Ecco dove nasce l’invidia, nel posto giusto.

Se ne provi un pizzico per qualcuno vuol dire che sei spronato a fare di meglio, vuol dire che hai un modello concreto da seguire.

I veri modelli non sono solo i grandi solisti che ascoltiamo nelle grandi sale o su YouTube. Quelli ci sembrano così lontani, quasi irreali…

I veri modelli sono i nostri compagni di viaggio, i quali ci dimostrano, giorno dopo giorno, che si può veramente ottenere ciò che si vuole con l’impegno e la disciplina. Sono in carne ed ossa, proprio lì, nell’aula accanto e… studiano, studiano, studiano.

Un appello a coloro i quali stanno accumulando successi. Godetene, certamente! Ma presto chiedetevi se ciò è dovuto al contesto in cui vi trovate. Vivete un contesto di formazione molto chiuso e ristretto, vi ascolta un pubblico di quartiere o di provincia?

Se così è, fuggite da queste situazioni! State perdendo tempo. Vi state cullando e trastullando in un luogo che vi tiene comodamente al caldo. 

Fate i bagagli e partite! Vedrete che tutto cambierà. 

Dopo un primo periodo di grandi sacrifici, ringrazierete il buon Dio per aver avuto la possibilità di toccare con mano e osservare coi vostri occhi il reale livello al quale poter puntare.

Sentirsi arrivati, credere in cuor proprio di avere raggiunto discrete capacità tecnico-musicali e cullarsi di ciò è la fine per un artista.

Nicolò De Maria


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